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Agriturismo a Saturnia per terme e turismo nella Maremma Toscana

Sovana

  • Sino dal VII secolo a.C., gli Etruschi occupano questo territorio.

  • La fine del VI secolo a.C. segna l'inizio della decadenza degli Etruschi.

  • Nel III secolo d.C. Sovana acquista una certa importanza; in quell'epoca si crea un nucleo ed un vescovo s'installa a Sovana.

  • Tra il VI ed il VII secolo, Sovana è occupata dai Longobardi.

  • All'inizio del IX secolo, una famiglia longobarda crea qui un enorme possedimento. Si tratta degli Aldobrandeschi di origine germanica.

  • 1073-1085. Un membro della famiglia Aldabrandeschi diviene papa con il nome de Gregorio VII.

  • 1270. Margherita, la sola figlia dell'ultimo degli Aldobrandeschi, sposa un dei più illustri rappresentanti dei Guelfi: il conte di Montfort, vicario di Carlo d'Anjou, cugino del re d'Inghilterra e parente dell'imperatore di Germania.

  • 1297. Anastasia, figlia di Margherita e di Guido di Montfort, sposa Romano Orsini. Da questa coppia discende la famiglia degli Orsini di Pitigliano che durante diversi decenni sarà in lotta contro il comune di Siena.

  • 1410. Siena prende il controllo di Sovana e di tutto il territorio.

  • 1557. Sovana va a far parte del gran-ducato di Toscana.

  • 1743. I Lorena, succeduti ai Medici, tentano di rilanciare l'economia della regione portando a vivere a Sovana circa 50 famiglie provenienti dalla Lorena.

La Rocca Aldobrandesca
Questo castello, costruito dagli Aldobrandeschi nel XI secolo, ha come fondazioni delle costruzioni etrusche. L'edificio è stato ricostruito nel XIII e XIV secolo, restaurato nel 1572, poi purtroppo abbandonato nel XVII secolo.

Via di Mezzo o Via del Pretorio
La via principale che collega la Rocca alla Piazza del Pretorio conserva tracce della pavimentazione in cotto disposto a lisca di pesce. Esso risale al tempo di Ferdinando I dei Medici (fine del XVI secolo).

Palazzo comunale o Palazzetto dell'Archivio
Questa costruzione, risalente al XII e XIII secolo, ha un grande charme derivante dalla sua base svasata, il suo piccolo campanile ed il suo orologio.
Questo palazzo è stato costruito quando il comune di Sovana ottenne le libertà politiche. Più tardi, divenne sede degli uffici amministrativi, da cui il suo nome di Palazzetto dell'Archivio.

Palazzo Pretorio
L'edificio risale al XII secolo ed è stato modificato nella seconda metà del XV secolo. La sua facciata è ornata da nove stemmi dei commissari senesi.
A destra della porta, una piccola colonna sulla quale veniva esposti gli avvisi al pubblico.
All'interno, la grande sala delle Udienze è ornata da un affresco della scuola senese del XV secolo, che rappresenta la Madonna sul trono con il bambino Gesù ed i Santi.
Le sale del primo piano sono parimenti decorate con affreschi. Il primo rappresenta la Madonna con il Bambino ed i Santi l'altro il blasone di Sovana.

Santa Maria
Questa chiesa è stata costruita tra il XII e XIII secolo; il campanile è stato ricostruito nel XVII secolo.

INTERNO
L'interno a tre navate è molto semplice ed i pesanti pilastri ottagonali creano una grande impressione di forza.

Ciborio protoromanico
Questo genere d'edicola in marmo sicuramente un altare è unico in Toscana. Esso aveva anche la funzione di baldacchino. Il ciborio di tipo paleocristiano è andato in disuso nel XIII secolo.
Quello di Sovana è dunque molto più antico della chiesa. E' ornato da motivi scolpiti.

Madonna con Bambino con san Sebastiano, santa Barbara, santa Lucia e san Massimiliano.
Questo affresco è datato 1508. Come la Crocifissione che vedremo più tardi è attribuita ad un allievo di Andrea di Niccolò che parimenti lavorava a Montemerano.
Massimiliano è stato vescovo di d'Aix-en-Provence. Secondo la leggenda, egli sarebbe un dei settantadue discepoli. Egli appare nella straordinaria Pietà di Ambrogio Lorenzetti.

  • 1508. Michelangelo inizia a dipingere gli affreschi monumentali della cappella Sistina.

Trinità.
Opera della fine del XV secolo di un artista anonimo. Nel 1425, Masaccio aveva trattato quello stesso soggetto a Santa Maria Novella, a Firenze, applicando le regole della prospettiva matematica.

Crocifissione tra Sant'Antonio e San Lorenzo con, ai lati , San Sebastiano e San Rocco.
Questo affresco, dell'inizio del XV secolo, è attribuito ad un allievo di Andrea di Niccolò.

Crocifissione
Il Cristo sulla croce è circondato dalla Vergine Maria e da San Giovanni.

San Benedetto.
Il fondatore del monachesimo occidentale è rappresentato in modo molto rude.

Cappella.
Essa è decorata con affreschi del XV secolo. Una Annunciazione, in terra cotta, è contornata da Santa Lucia, Sant'Antonio da Padova, San Massimiliano, Tobia e l'Arcangelo, una Madonna con Bambino, attribuita ad un allievo di Andrea di Niccolò. Sulla volta, il pittore ha inserito il Padre Eterno con i quattro evangelisti. Quell'artista faceva probabilmente parte della bottega di Bernardino Fungai.
Prima di lasciare questa chiesa, contemplate ancora una volta il ciborio la cui semplicità è ammirevole.

Cattedrale San Pietro e Paolo (Duomo)

Come è provata l'esistenza della diocesi di Sovana sino dal VI secolo, è probabile che l'origine della cattedrale sia lontana, ma è difficile stabilire la cronologia, tanto più che l'edificio ha subito nel corso degli anni numerosi rimaneggiamenti, alcuni dei quali molto antichi.

INTERNO

Secondo Italo Moretti e Renato Stopani, si tratta di una "costruzione anteriore preromanica, o di prima arte romanica, a cui doveva appartenere la piccola cripta, divisa in navate da delle colonne dai grossi capitelli che si estende sotto la chiesa attuale, ma che non ha legami architetturali con essa. Salmi data questa cripta come del XI secolo, ma l'assenza di archi per supportare le volte e l'impressione d'arcaica che emana da questo luogo fanno pensare che sia più antica".
"E' tuttavia probabile che la cattedrale di Sovana sia stata cominciata da Gregorio VII che, rammentiamo, è nato in questa città. La struttura del monumento, nelle sue parti essenziali, pare rifarsi al XI secolo.

La chiesa è stata poi ingrandita nel XIII secolo. Un modesto frammento scolpito, datato 1248, evoca in effetti un certo canonico Bruno. Nel XIII secolo furono aggiunte le volte che a causa del loro peso, causarono danni alla costruzione e richiesero lavori di consolidamento.
La cattedrale si presenta come una vasta costruzione a piano basilicale, a tre navate separate da cinque grandi arcate con pilastri cruciformi, e termina con una sola abside semicircolare. Le ultime arcate sono molto più vaste delle altre.
L'arcata della navata centrale che ha il ruolo di transetto è sormontata da una cupola emisferica che, all'esterno, è protetta da un breve corpo ottogonale sopra un sottobasamento quadrato, secondo lo stile longobardo.
La copertura originale della navata centrale doveva essere in legno sostenuto da archi appoggiati su delle semi-colonne.

Capitelli istoriati della scuola longobarda
Le sculture abbastanza grossolane, ma interessanti, confermano che degli artisti longobardi hanno lavorato in questa chiesa.
Cominciando dal fondo poi girando attorno al pilastro da sinistra:
- Abramo tra Sara e Agar. Ciascuna regge un bimbo sulle ginocchia. Abramo è considerato come l'antenato del popolo d'Israele.
- Sacrificio d'Isacco, figlio d'Abramo e fratello d'Ismaele.
- Un'aquila che tiene un serpente nel becco.
- Daniele nella fossa dei leoni che gli leccano i piedi.
E' interessante paragonare queste rappresentazioni con quelle di Sant'Antimo, molto più importanti sul piano artistico.
Tema molto frequente nell'arte romanica è l'uomo accovacciato
Secondo l'importanza delle maschere o del corpo, la nudità o il vestiario in queste figure si possono distinguere i vizi della carne e dello spirito.
Una serie di personaggi accovacciati appaiono di faccia in attitudine ora infamante ora lubrica. Si scoprono così tutte le varianti dei vizi più riprovevoli, principalmente la lussuria e l'avarizia.
Un capitello racconta l'episodio nel deserto del Sinai, dove il popolo rimprovera a Mosè di non avere più acqua. Mosè, nato da genitori ebrei nel paese dei faraoni, era stato educato alla corte d'Egitto, era divenuto il capo degli Israeliti durante l'esodo dall'Egitto. Mosè colpì la roccia e l'acqua sgorgò copiosa dissetando il suo popolo.

Altri capitelli rappresentano:
Adamo, Eva ed il serpente della tentazione.
La consegna delle chiavi San Pietro.
Una porta con due torri e Sansone.
Capitello con un bove, animale per il sacrificio.
Capitello con due aquile.
Urna funeraria in travertino di San Massimiliano. Essa data 1490, quando viene ritrovato il corpo del Santo.
Madonna col Bambino con accanto San Giovanni e Benedetto. Quest'opera del XV secolo è attribuita alla scuola di Andrea del Sarto. Essa proviene dall'abbazia di Santo Benedetto a Sovana.

ESTERNO

L'antica facciata purtroppo è scomparsa poiché, nel XIV secolo, le è stato addossato un edificio per alloggiare i preti. Delle costruzioni posteriori mascherano in parte ciò che resta dell'antico campanile a pianta ottagonale, unico nel suo genere nel territorio senese.

Italo Moretti e Renato Stopani spiegano che "la sua evidente somiglianza con diversi campanili cilindrici della zona aretino-senese (Paccina e Corsignano) fa pensare che la sua costruzione sia iniziata verso la fine del X secolo".

I numerosi contrafforti addossati ai muri indicano che l'aggiunta delle volte ha provocato dei movimenti della costruzione.
Il portale che si apre sul lato di sinistra è longobardo. Sui piedritti, une ricca decorazione offre dei motivi di gusto ancora preromanico, marcati da figurazioni umane ed animali in forte rilievo. Due teste di leone servono da imposta dell'arco, nel timpano sono inseriti frammenti preromanici.
Sopra all'arco un piccolo uomo, dalle gambe e braccia aperte, che pare nuotare sopra questo insieme.
Il piedritto di sinistra è ornato da una sirena con coda di pesce - rappresenta la Tentazione - e due pavoni. L'altro è ornato da un cavaliere che brandisce una spada.
L'abside è ornata da teste di animali fantastici alcuni dei quali mangiano la propria coda. Le piccole colonne incastrate sono interessanti.

I dintorni di Sovana
Le tombe etrusche si trovano a 2,5 chilometri circa uscendo dalla Porta di Santa Croce. Tra le tombe scavate nel tufo, le più interessanti sono la Grotta Pola con tracce di pittura policroma, la Tomba Ildebranda fatta a forma di tempio, che risale al III o II secolo a.C., e la Tomba del Tifone decorata con sculture del II secolo a.C.

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